Si riduce la domanda di mutui, crisi subprime accentua vulnerabilità del settore
Diminuisce sempre di più la domanda di mutui: in aprile scivola di altri 3,5 miliardi dopo gli 8,5 di marzo. In tutto fanno 12 miliardi
Diminuisce sempre di più la domanda di mutui: in aprile scivola di altri 3,5 miliardi dopo gli 8,5 di marzo. In tutto fanno 12 miliardi
La settimana è appena iniziata e la moneta unica viene scambiata a 1,5745 rispetto al biglietto verde, in linea con le ultime rilevazioni della Banca
Durante la conferenza “Dialogo sulla finanza internazionale” tentutasi a Firenze, Lorenzo Bini Smaghi, componente del board della Bce, ha affermato a proposito della crisi economica:
L’eccessiva volatilita’ dei cambi, l’elevato livello dell’euro, l’incremento nel prezzo delle materie prime e le pressioni inflazionistiche che ne derivano rappresentano un rischio per tutti quanti noi.
Lo ha affermato il premier francese Francois Fillon, in un discorso all’American Jewish Committee. Il dollaro consolida quindi le posizioni conquistate ieri, quando aveva guadagnato terreno sulla scia dell’attesa per una pausa nel ciclo ribassista della Fed sui tassi di interesse. Gli analisti prevedono ora che la Fed interrompera’ il processo di abbassamento del livello dei tassi, gli indicatori macroeconomici hanno rassicurato gli animi sulle condizioni dell’economia statunitense. Il dollaro ha cosi’ beneficiato del trasferimento di capitali dal mercato delle materie prime, dove sia l’oro che il petrolio hanno perso terreno.
Nel 2008 la domanda sia interna che esterna dovrebbe sostenere il protrarsi della crescita del Pil nell’area delle euro, sebbene in misura minore rispetto al 2007, ma resta tuttavia elevata l’incertezza rispetto alle prospettive di crescita.
Questo giunge dai vertici della Bce. I rischi sono legati alle turbolenze finanziarie ed inoltre dall’effetto frenante su consumi e investimenti di ulteriori rincari imprevisti di prodotti energetici e alimentari, nonchè da spine protezionistiche e possibili andamenti disordinati legati agli squilibri mondiali.
Euro sui massimi storici rispetto al dollaro e alla sterlina, sulla spinta dei dati sull’inflazione europea. In marzo l’inflazione nell’eurozona e’ salita a quota 3,6%
La crescita nell’Unione Europea e’ prevista in rallentamento quest’anno, ma il Vecchio Continente non corre rischi recessivi anche nel caso in cui gli Stati Uniti