Chiusura in progresso, ma lontano dai massimi, per le piazze finanziarie europee sostenute da rialzi diffusi su tutti i settori ad eccezione dei bancari, dove si segnala il calo del Santander dopo l’annuncio dell’aumento di capitale da 7,2 mld. I listini Ue, dopo una partenza in forte ascesa in scia all’ok del Governo cinese al piano di sostegno all’economia, hanno rallentato nel pomeriggio complice il rallentamento di Wall Street dove si segnala il crollo di Gm. A Piazza Affari lo S&P/Mib e il Mibtel hanno chiuso entrambi in progresso dello 0,76% rispettivamente a 22077 punti a a 17072 punti. Su anche il Cac 40 (+1,06%), il Ftse 100 (+0,89%) e il Dax (+1,76%).
UNICREDIT
Borsa: giornata positiva per i mercati europei, solo Piazza Affari registra un andamento altalenante
Chiusura in rialzo per le principali piazze finanziarie europee in una giornata caratterizzata dal fatto che solo Piazza Affari ha registrato delle perdite pagando i cali costanti di titoli come Fiat, Unicredit e Intesa Sanpaolo. Il paniere principale ha poi invertito la rotta dopo l’apertura di Wall Street allineandosi agli altri indici europei. Il Dow Jones procede attualmente in territorio positivo dell’1,8%.
Borse europee in netta ripresa, vola il Mibtel
Nel periodo in cui la realtà economica piuttosto infelice ha messo ciascun azionista, piccolo e grande che sia, nelle condizioni di interessarsi e apprendere le nozioni elementari del funzionamento dei mercati azionari e dopo il dato reso noto recentemente, secondo cui il sito www.borsaitaliana.it ha registrato nel mese di ottobre 2008 il nuovo record assoluto di accessi con 1,5 milioni di utenti unici (+140% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso) e una media di 100 mila utenti unici giornalieri (+53%), finalmente l’Europa torna a respirare a pieni polmoni.
Allianz in soccorso di Commerzbank per trovare liquidità per l’acquisto di Dresdner
Commerzbank registra un vistoso calo in Borsa sulla scia di alcune indiscrezioni in merito all’esitenza di un piano alternativo per prendere in prestito contante e completare l’acquisto di Dresdner Bank da Allianz qualora il suo piano di emissione di azioni dedicato all’operazione fallisse. Lo riferiscono alcune fonti con una conoscenza diretta della questione sottolineando come questo piano B potrebbe chiudere l’operazione e liberare Allianz dai problemi legati a Dresdner. Commerzbank ha già pagato 5,6 miliardi di euro ad Allianz per l’acquisto di circa il 60% di Dresdner Bank. Una seconda tranche fino a 3,1 miliardi per la parte restante scade il prossimo anno. Commerzbank vorrebbe pagare questa seconda tranche attraverso l’emissione di nuove azioni ma le turbolenze dei mercati dopo il collasso di Lehman Brothers e il calo del titolo in borsa potrebbero rendere questa strada difficile. Secondo una delle fonti, la stessa Allianz potrebbe aiutare Commerzbank a reperire il contante necessario.
C’ è un accordo con Allianz in base al quale la compagnia tedesca provvederà al finanziamento
spiega.
I libici a sorpresa, ma non troppo, corrono in soccorso di Unicredit, così come fecero in passato con Fiat
Con una mossa forse un pò a sorpresa i libici della Lafico diventano il secondo azionista di Unicredit con il 4,2% della Banca, il cui titolo reagisce subito benissimo volando oltre il 10% in Borsa per poi ripiegare durante il corso della seduta. Come già successo negli anni 90′, perciò, il colonnello Gheddafi, dopo l’accordo con il Governo italiano per la questione coloniale, interviene per salvare un impresa italiana. Allora la Fiat, oberata dai debiti e vicino al collasso, e adesso Unicredit, il primo istituto bancario del paese, nella bufera per la la crisi e costretto ad una profonda ricapitalizzazione solo qualche giorno fa. La Banca centrale libica ha incrementato quindi dallo 0,9% al 4,23% la quota in Unicredit ed ha dato disponibilità a sottoscrivere i bond convertibili dell’aumento di capitale per un ammontare pari a 0,5 miliardi di euro.
Le bugie di Profumo nella disperata difesa contro la speculazione sul suo istituto
Quello che lascia maggiormente sconcertati forse di fronte alla notizia della ricapitalizzazione da 6 miliardi di Unicredito è l’atteggiamento tenuto da chi, fino a pochi mesi fa, era considerato uno dei migliori banchieri non solo italiani. E’, infatti, inaccettabile, sopratutto in un simile clima da panico dei mercati, il fatto che si decida un grosso aumento di capitale dopo che per giorni non si è fatto altro che rassicurare gli investitori che mai e poi mai sarebbe stata necessaria una simile operazione. Ed è ancora più grave giustificare il tutto con frasi di circostanza sulle incredibili condizioni di mercato che sarebbero state sottovalutate. E la reazione dei mercati in apertura, con il crollo delle quotazioni, è inequivocabile.
Unicredit: 6,6 miliardi in cerca un Core Tier 1 più alto. Novità anche da Hypo Real Estate e Wachovia
Il flusso di notizie provenienti dal settore bancario non si placa e dopo le indiscrezioni sul futuro di Fortis l’attenzione si sposta verso Hypo Real Estate, Wachovia, ma soprattutto Unicredit. Partiamo proprio dalla banca italiana, la quale nel pomeriggio di ieri ha varato un piano da 6,6 miliardi di euro per favorire il ritorno del Core Tier 1 a livelli accettabili secondo i principi fissati da Basilea II: dal 5,7% di adesso al 6,7%. Il CDA di Unicredit ha stabilito che il prossimo dividendo verrà pagato tramite nuove azioni e non in contanti, questo permetterà alla banca milanese di trattenere nelle proprie casse 3,6 miliardi di euro. E’ stato inoltre predisposto un aumento di capitale da 3 miliardi di euro, mossa alla quale seguiranno le cessioni delle partecipazioni in Atlantia e Generali.
Unicredit: livello critico nonostante il recupero, acquisti ad alto rischio
Giornata di ossigeno per gli azionisti di Unicredit: il titolo infatti recupera pienamente il disastroso ribasso del 30 Settembre mettendo a segno un 12,22% chiudendo
Crolla in borsa il titolo UniCredit in ribasso del 12,67%
Giornata nera per UniCredit il cui titolo è crollato in borsa, perdendo in chiusura il 12,67% con un prezzo di riferimento pari a 2,58 euro.
La reconquista spagnola parte dalle banche: le meno colpite dalla crisi: ecco perchè
Fa abbastanza impressione vedere come in una situazione di crollo del sistema finanziario determinato dalla crisi dei mutui e quindi dal crollo del mercato immobiliare, nel paese europeo che proprio da esso ha tratto gran parte della linfa vitale per la sua economia, le sue due principali banche risultino essere forse le meno esposte in tutta Europa fra i grandi colossi del credito. E’ notizia di ieri, infatti, che il Santander, tramite la sua controllata Abbey abbia acquistata tutta la divisione commerciale di Bradford & Bingley, che ha dovuto alzare bandiera bianca. Dopo 5 secoli insomma la invincibile armada, questa volta finanziaria, sembra gustare la sua grande rivincita sulla perfida Albione, che sembra ormai il paese in Europa maggiormente colpito da questa terribili crisi finanziaria.
E’ davvero cosi limitata l’esposizione verso Lehman di banche ed assicurazioni italiane?
Non appena si è sparsa la notizia che il colosso bancario Lehman Brothers aveva dichiarato bancarotta è stato quasi inevitabile pensare all’esposizione che le nostre banche ed assicurazioni potevano avevre con la quarta banca d’affari statunitense. Ecco perchè il mercato ha immediatamente e pesantemente colpito tutto il comparto con vendite a pioggia sopratutto su Unicredit, Pmi, Intesa, Unipol e Fondiaria Sai. Cerchiamo allora di capire quale è una prima e chiaramente ancora superficiale analisi di quella che potrebbe essere la situazione dei nostri principali istituti nei confronti del colosso Usa. Cominciando dal comparto assicurativo ad oggi risulterebbe che Unipol, con i suoi 250 milioni di euro di esposizione in obbligazioni e 120 in polizze index limited , sarebbe l’istituto maggiormente esposto, e non a caso è stato fra i più penalizzati in Borsa. Mediolanum avrebbe una esposizone di oltre 230 milioni in polizze index e di circa 40 milioni in obbligazioni.
Dopo i recenti scossoni finanziari Intesa san paolo risulta essere la banca più sicura
Dopo lo scossone provocato dal cicolone Lehman Brothers, i mertcati finanziari e i titoli legati al comparto assicurativo bancario sono tornati sotto fortissima pressione, dopo un recupero, iniziato a fine Luglio e proseguito in maniera piu o meno univoca fino a qualche giorno fa. La bufera che ha colpito il colosso bancario americano, che ha perso in tre sedute più dell’80%, ha fatto schizzare alle stelle il costo dei credit default swap (Cds), i derivati che coprono gli investitori dal rischio di fallimento degli emittenti. Sulla scadenza a 5 anni, il costo per assicurarsi contro l’insolvenza di Lehman Brothers è pari a 577 punti base. Ciò significa che un investitore in possesso di 10 milioni di dollari di bonds targati Lehman Brothers deve spenderne 577mila all’anno per evitare di perdere tutto il capitale.
Su quali titoli puntare a Piazza Affari in vista della ripresa dei mercati azionari
Malgrado qualche segnale incoraggiante qua e là, il sentiment sulle Borse continua ad essere piuttosto negativo. Per gli esperti di analisi tecnica le resistenze importanti dei principali listini mondiali, superati i quali dovrebbe (il condizionale è sempre d’obbligo in questi casi) esserci finalmente la tanto agognata ripresa delle quotazioni, sono ancora piuttosto lontane. La crisi economica spaventa quindi le Borse e nessuno azzarda previsioni sul futuro. E comunque le opinioni di economisti ed esperti sulla durata e la portata di questa crisi sono molto discordanti fra di loro, ma su una cosa però quasi tutti sembrano convenire: malgrado le incertezze dei mercati, molti titoli hanno raggiunto ormai quotazioni altamente interessanti, sia dal punto di visto grafico che sopratutto dal punto di vista fondamentale. Stiamo parlando per esempio della maggior parte dei titoli bancari italiani, colpiti indistintamente dal cicone subprime, malgrado la loro esposizione sia stata del tutto marginale. Intesa San paolo sopratutto ma anche Unicredito, ai prezzi attuali, sono per tutti, in un ottica di medio e lungo periodo, titoli su cui puntare. Gli ultimi dati di bilancio semestrali stanno li a dimostrarlo: le principali banche italiane continuano malgrado tutto a macinare utili.
Nuovo taglio di rating per le principali banche italiane, si salvano solo Unicredit e Popolare
Gli analisti di Jp Morgan, in un dettagliato studio sulle banche italiane, hanno preso una posizione cauta sugli istituti di credito in Italia. Fra le